Archivio di aprile, 2011

Il biglietto del tram? Si comprerà con il cellulare!

È arrivato anche da noi, nel capoluogo lombardo: a Milano, come a Hong Kong, Singapore e Tokyo, si potrà pagare l’abbonamento ai trasporti pubblici con il cellulare.

Atm e Telecom Italia lavorano insieme al servizio “Mobile Pass” che permetterà di effettuare i pagamenti con i telefonini (utilizzando la proprio Sim card) grazie all’impiego di una tecnologia radio a corto raggio (Nfc).

Per una volta arriviamo (fra i) primi: l’Inghilterra si aggregherà nel 2012, seguita da Germania, Olanda, Spagna, Usa, Polonia.

È già partita infatti la sperimentazione in territorio italiano con un centinaio di volontari. Una volta a regime, il sistema permetterà di acquistare tutte le tipologie di biglietto.

Buon compleanno, Twitter.

Ha compiuto 5 anni neanche un mese fa il social network che richiede agli utenti un’unica condizione, quella di esprimersi con non più di 140 caratteri.
Twitter è ufficialmente diventato grande: in un lustro è arrivato ad essere quotato 2,6 miliardi di euro e ad aggregare una comunità di 200 milioni di persone nel mondo.
Il 21 marzo 2006 Evan Williams, Jack Dorsey e Biz Stone creavano Twitter: oggi sono testimoni della realizzazione delle potenzialità che avevano visto allora.
Twitter infatti è uno strumento di informazione globale e di cambiamento che, si può dire, arriva spesso prima di tutti: è stato proprio Twitter fra i primi ad annunciare l’attacco terroristico di Bombay o l’ammaraggio sull’Hudson dell’aereo della Us Airways. È stato Twitter a parlare a raffica, anticipando i giornalisti “tradizionali”, della liberazione dell’Egitto dalla dittatura di Mubarak.
E adesso? Adesso si pensa a come trasformare questo mezzo in un’azienda che porti ricavi e profitti. Pochi mesi fa è stato eletto il nuovo amministratore delegato Dick Costolo: riuscirà nell’impresa?
Voi usate Twitter? Come pensate abbia cambiato internet?

Digital Economy… che?!

È ufficiale: siamo in ritardo persino sull’economia digitale.

Sì, l’Italia è 48esima nel mondo nell’ambito della networked economy, e rimane indietro non solo per quanto riguarda economia e occupazione in generale ma anche per la digitalizzazione delle economie occidentali.
È dell’Unione Europea la ricerca svolta sui profili ICT dei Paesi membri: si evince che la produttività in Europa è aumentata molto proprio grazie alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni. Da qui la messa in lista, fra gli obiettivi del 2020, della definizione di un’Agenda Digitale.
Ma se proprio dalla ricerca dell’Unione Europea emerge che Regno Unito e Francia sono in testa per quanto riguarda il posto occupato dall’economia di Internet nel Prodotto Interno Lordo, che per il primo Paese vale il 7,2% del totale mentre per il secondo il 3,7%, l’Italia arranca con un valore che copre solo l’1,6% del PIL.
L’Italia almeno ultimamente, per fortuna, non è stata a guardare: ha infatti indetto il 21 marzo l’Agenda Digitale per dare al Paese una strategia digitale, in vista anche degli scarsi investimenti in ICT.
Persino gli Stati Uniti, mossi anche dalla voglia di fare affari, hanno deciso di aiutarci nel processo di miglioramento creando un Forum di discussione apposito, il Digital Economy Forum. Uno fra i primi appuntamenti è previsto a Venezia l’11 e il 12 maggio: ci sarete?

Blogger? Sì grazie.

Quando persino Obama sceglie di riservare un posto sul charter che lo segue nelle sue trasferte all’estero ad un blogger (Politico.com), allora si può davvero dire: i blogger sono stati sdoganati.

Succede negli Stati Uniti, ce lo racconta un recente articolo di Repubblica. Da Mike Allen a Matt Yglesias, passando per Ezra Klein (bocciato come aspirante redattore del giornale universitario quando era studente alla University of California di Los Angeles e diventato poi opinionista fisso del Washington Post), sono giovanissimi e in carriera i blogger americani, e sembrano essere i nuovi VIP del futuro.

Credo nel potere dei blog ed è per questo che anche io mi sono lanciato in questa avventura, e vedo questo mezzo di comunicazione come uno strumento forte e veloce per fare brainstorming e informazione allo stesso tempo.

Voi cosa ne pensate? È ancora attuale il dibattito blogger versus giornalisti o pensate che ormai davvero il ruolo dei primi sia stato sdoganato e siano entrati ufficialmente nell’Olimpo dell’informazione agli alti vertici?

Online versus carta: 1-0

La statistica condotta dal Pew Project for Excellence in Journalism afferma che il 34% del campione esaminato ha letto le notizie delle ultime 24 ore online (contro il 31% che ha scelto invece il cartaceo). Il 41% dichiara in generale di preferire l’online per le news, ben 10% in più di quelli che invece leggono il giornale cartaceo.

Il campione che maggiormente sceglie internet per informarsi è ovviamente un gruppo giovane, che va dai 18 ai 29 anni.

Il report – riassunto egregiamente da mashable - aggiudica all’online il secondo posto come fonte di notizie per il pubblico. Le televisioni locali, infatti, restano al primo posto.

Va sottolineato inoltre come l’online sia l’unico settore che abbia registrato una crescita anno dopo anno: radio, televisione, giornali hanno subito un declino.

Ultimo ufficiale step dell’importanza dell’online lo sta dimostrando il New York Times: la sua versione digitale dalla fine di marzo è a pagamento proprio perchè lo studio del mercato ha dimostrato la predilizione del pubblico per questo mezzo.

Voi cosa dite, la carta stampata ha già ufficialmente un piede nella fossa?

Tecnologia in viaggio: come fare attenzione

Che gioia, grazie alla nuova tecologia, poter lavorare ovunque. Grazie ad I-Phone, netbook, I-Pad e quant’altro possiamo infatti portare il nostro lavoro – e la nostra famiglia – con noi anche quando viaggiamo. 

Ma siamo sicuri di essere sicuri? Questi mezzi tecnologici ci rendono in realtà maggiormente vulnerabili agli hackers, come ci fa sapere il New York Times in un recente articolo. 

Da una ricerca pubblicata pochi giorni fa dalla Symatec Corporation, un provider anti virus, si evince che il rischio di frodi, quando si viaggia con mezzi tecnologici, aumenta.

Perchè? Perchè spesso ci si dimentica di essere in ambienti pubblici più esposti e si rendono – involontariamente – pubbliche informazioni personali.

Mai usare, dunque, gli internet cafè per acquisti o condivisione di dati personali e mai lasciare i pass aerei nella spazzatura (come molti che conosco fanno).

E possibilmente leggere il materiale di lavoro su cartaceo, almeno quello più riservato, quando si è in giro, perchè a computer acceso, nonostante si stia guardando un sito che non ha nulla a che vedere con informazioni di sicurezza o password, qualcuno potrebbe entrare nel nostro desktop.

La prudenza non è mai troppa…

Viaggiare soli, tornare coppia? Vi diciamo come

L’estate (per fortuna) si avvicina, e coppie e famiglie stanno già programmando dove passare le meritate ferie.

E i single?

Trovano offerte pensate appositamente per loro nei siti specializzati: vanno forte Kenya, Maldive, Sharm el Sheik, Croazia.

E per chi vuole trovare l’anima gemella nel raggio europeo, le città più gettonate sono quelle del divertimento assicurato, Barcellona, Madrid e Amsterdam. Siete nazionalisti? Puglia, Calabria e Sicilia offrono sconti speciali per chi prenota una camera singola.

L’opzione più “banale” (ma forse la più efficace, cosa ne pensate?) è quella della crociera, da un solo week-end o nei mari esotici per avere più tempo possibile per conoscersi.

Fra i tour operator che offrono pacchetti per single, Speed Vacanza per le crociere, Single Travel International per l’America  NTBS , il più avventuroso Tappeto Volante .

Chi l’ha detto che viaggiare da soli è triste?

Ristoranti e mondo online

La ristorazione è un business che deve parlare anche la lingua del web: secondo una ricerca della Coldiretti il campo dell’enogastronomia vale cinque miliardi ed è l’unico non zoppicante (anzi, in crescita) in questo periodo di lunga crisi. Non solo: sempre secondo la ricerca, è il vero motore che spinge i turisti alla vacanza made in Italy.

E qui non c’è stupirsi: l’Italia conta ben 221 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e ben 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni. 

Comunichiamoli, allora, questi valori, nell’unico modo possibile per far sì che arrivino a chi è lontano, per invogliarlo a toccare con mano la nostra cultura enogastronomica: con il web.

Facciamo “vivere” i ristoranti anche a distanza, con video, ricette, sconti, offerte offerte sui siti dedicati, facebook e twitter.

Robinson Crusoe oggi

Credo sia il sogno di tutti, specialmente in quest’epoca di turismo di massa: comprare l’isola dei sogni e viverci, lontano da tutto, o magari anche solo farci una vacanza, affittandola.

La bella notizia di oggi è che per giocare ai Robinson Crusoe – temporanei – non ci vogliono cifre proibitive.

Sul sito Private Island Online si sceglie in base al prezzo o allo scopo: dai viaggi aziendali alla luna di miele. Si parte dall’isola croata Plocica, per 100 dollari a settimana, fino alla Necker Island di Branson, con un affitto “costosetto” a partire da 322.000 dollari a settimana. Con tanto di staff di servizio.

Voi, dove vorreste comprare o affittare la vostra isola privata?

Turismo globale: cinesi, potenziale enorme per l’Italia

Un articolo recente della Stampa di Marco Alfieri mi ha fatto riflettere sul potenziale che avrebbero per l’Italia i turisti cinesi. Quelli ricchi.

I dati stimano circa un milione di turisti cinesi sbarcati nel nostro Paese nel 2010. Alcuni di loro hanno un grande potenziale come turisti “modello”: la Cina ha contato l’anno scorso 800.000 milionari.

Molti investono, a casa loro, su brand di lusso italiani (Ferrari, Bulgari) e decidono di viaggiare in Italia (leggi Costa Smeralda, Cortina, crociere) quando vanno all’estero.

Questo almeno avveniva fino al 2009: nel 2010 infatti sono calati del 12% rispetto al resto d’Europa. Eppure a loro il nostro Paese – e in particolare la città dove vivo, Milano – piace, e tanto: i 200.000 cinesi passati per il capoluogo lombardo hanno consumato in città il 41% del loro budget italiano, il 24% solo nei negozi di Montenapoleone. Sono secondi assoluti come turisti extraeuropei in Italia, dietro ai russi ma davanti ad americani e giapponesi (l’avreste detto?).

 Ma come a tutti, a loro piace ritrovare almeno un po’ della loro cultura qui negli hotel, ma è difficile trovare giornali o tv nella loro lingua e piatti locali tipici che li facciano sentire a casa. E soprattutto mancano tour operator italiani che organizzino i pacchetti turistici. Insomma, ancora una volta, non siamo organizzati per riceve chi potrebbe dare una bella spinta alla nostra economia.

Chi si fa avanti? Non possiamo davvero lasciarci scappare “un’occasione” così.