Archivio di 2009

Turismo in Rete = 3,4 miliardi di Euro

Secondo il rapportob2c Netcomm del Politecnico di Milano tanto è valsa in Italia nel 2008 la voce che include vendita di biglietti, prenotazioni alberghiere e pacchetti vacanze online.
+ 28% rispetto al 2007
Ne approfitto per segnalare un appuntamento importante per addetti ai lavori e geek operanti nel nostro settore:
Netcomm Ecommerce Forum il 14 maggio a Palazzo Mezzanotte, Milano.

Benedetti dall’alto

Questa l’impressione avuta dai presenti alla conferenza dei vertici Alitalia a Linate, quando si è collegato via etere il presidente del consiglio Silvio Berlusconi: “Da parte mia e di tutto il governo c’è il plauso al presidente Colannino e ai compagni di cordata di Alitalia. Il governo è sempre a disposizione ed io mi prenoto per il primo volo del nuovo aereo. Dopo il Berlusconi ferroviere ecco il Berlusconi aviatore”, alludendo alla sua presenza sul Frecciarossa che ha “inaugurato” la tratta ad Alta velocità Bologna-Firenze (operativa però dal 13 dicembre, la solita inaugurazione all’italiana???). Benedizione  del premier a parte, molti sono i politici che ogni giorno dicono la loro sul trasporto aereo: “Stop ai tagli sul Forlanini. Almeno sino all’Expo” ha detto il sottosegretario ai trasporti Roberto Castelli. “Linate non festeggi ma chieda al governo di eliminare il monopolio Alitalia sul Milano-Roma” ha aggiunto il presidente della provincia di Milano Filippo Penati. “Easyjet ha avuto 25 slot a Linate” annunciò il Commissario ai trasporti dell’Unione europea Antonio Tajani, smentito seccamente dai vertici del vettore britannico:

“Non ci sono slot non perché vengono usati – sottolinea François Bacchetta, regional manager Sud Europa  -, ma perché  a qualcuno viene consentito di tenerli anche se magari non ne ha il diritto. Noi comunque di nuovi slot a Linate manco l’ombra. Intanto però lanciamo la freccia arancione sul Malpensa-Roma….”

Voci in libertà a cui Vito Riggio, presidente Enac,  vorrebbe mettere un freno. “Voglio ricordare a tutti che la ripartizione del traffico è regolata dal Ministero dei Trasporti su base di nostre indicazioni. Sarà quindi il ministro Altero Matteoli a dire quel che avverrà sui nostri cieli. Con quelli milanesi che vedono Malpensa con spazio disponibile, che manca invece a Linate”.

 

Quanti siete ? Cosa portate ? Un fiorino…

fiorino_13403

Ho già pubblicamente confessato la mia passione per uno dei capolavori (se non IL Capolavoro…) della filmografia mondiale “Non ci resta che piangere“. Per cui prendo ancora spunto da quel film e, in particolare, da una delle scene più famose ed esilaranti per parlare di aeroporti. Cosa c’entrano due contemporanei finiti per uno scherzo del destino (o di chissà cos’altro) nel Medioevo con gli aeroporti ? Adesso provo a spiegarlo.
E parto da una notizia e dal post di un blog. La notizia è quella pubblicata dal Corriere della Sera lo scorso 18 Marzo e ripresa ampiamente e riguarda il crollo del volume di passeggeri degli aeroporti italiani. Si va, infatti, da cali di circa il 17% per Trieste Ronchi dei Legionari fino al 90% (novanta!) per Crotone. Nello stesso tempo, leggo sul Blog dell’amico Luca Patanè che si stanno facendo i piani per la costruzione di un aeroporto a Centuripe, in provincia di Enna. E non un piccolo aeroscalo per piccoli aerei. Qui si parla di un aeroporto con una pista che, con i suoi 5 Km di lunghezza distanzia le piste di Malpensa di ben 1 Km. Non ho titolo nè conoscenze per criticare quest’ultimo piano.

Però mi sembra che, in questo campo, siamo veramente ancora come ai tempi in cui si pagavano le gabelle per passare da un Comune all’altro. Tutti, come giustamente commenta Luca, vogliono un aeroporto sotto casa. Salvo, spesso, una volta costruito, andare a cercare qualche Compagnia aerea che abbia voglia di utilizzarlo. Sono abituato (deformazione universitaria, penso) a considerare necessario costruire un prodotto e/o un servizio solamente quando ci sia una domanda esistente per questo prodotto/servizio o, quanto meno, si possa facilmente creare.

Ora, queste condizioni non valgono per gli aeroporti in un Paese piccolo come il nostro e in una congiuntura economica come quella attuale e futura. Non ha senso, in generale, costruire aeroporti distanti meno di 100 km l’uno dall’altro quando quelli già esistenti sono in grave crisi. E non ha senso anche perchè le Compagnie Aeree, sotto una fortissima pressione finanziaria e competitiva, tagliano capacità. Ovvero, riducono l’operatività ed il numero di voli. E, anche quando la crisi lentamente se ne andrà, rimarranno, comunque, le necessità di razionalizzazione e di concentrazione per riguadagnare ulteriore efficacia ed efficienza. Qui non stiamo parlando di 1 fiorino, purtroppo. Ma di Miliardi di Dollari…

Slowly, but surely

Espressione tipica anglosassone che descrive qualcosa che si muove. Magari lentamente, eppur si muove. Tant’è vero che è il modo in cui si descrive il movimento della tartaruga (splendidamente descritto da Bruno Lauzi).

E’ l’e-commerce nel mondo del turismo in Italia. Che, anzi, si muove anche abbastanza velocemente, secondo i dati di PhoCusWright riportati da “L’Agenzia di Viaggi“: più 22% entro il 2010. Il dato che da l’idea dello Slowly è la penetrazione, che rimane ancora attorno al 12%. E’, comunque, un dato coerente con le evoluzioni dell’utilizzo e-commerce in Italia. Settore nel quale il turismo rappresenta ca. il 50% della spesa complessiva. Tanti sono i nodi da sciogliere per recuperare i gap con il resto dei Paesi europei. Alcuni strutturali (vedasi la diffusione della banda larga e collegato fenomeno digital divide), altri più tipici del settore (nulla o quasi l’adozione di modelli 2.0; la tendenza alla parcellizzazione e, di conseguenza, alla condanna ad una scarsa visibilità sul Web; l’adozione di percorsi visrtuosi che abbinino la presenza on-line con la presenza di punti vendita fisici, etc.).

Russia: intenzioni bellicose

No, non stiamo parlando di un ritorno ai grigi giorni della Guerra Fredda. Non si allarmino le truppe ai confini orientali del Paese.

Qui stiamo parlando del nostro beneamato Paese, che deve guardarsi le spalle dalla Russia per non perdere anche l’ormai misero ottavo posto nella classifica mondiale (WTTC) per produzione di PIL legato al comparto turistico. Ulteriore (se ancora ce ne fosse bisogno) dimostrazione che dormendo sugli allori e confidando nel tradizionale Stellone, non si regge alla competizione di Paesi organizzati e moderni. Forse un po’ di sana competenza, programmazione e azione non guasterebbero …

Chi da i numeri ?!?

y1pwtbonzohot5rqbz1lec9mpllwjyeue-c5vnzxsnvhwvbrdibdj47pddptt449sskx3y83d1z9ko

Il turismo è materia che appassiona. E lo dice uno che è entrato nel settore solo tre anni fa e ne è rimasto affascinato e completamente conquistato. Però, come tutte le cose che appassionano, si rischia che se ne parli in troppi (e mi ci metto pure io, a scanso di equivoci…). Un po’ come la Nazionale di calcio di cui tutti ci sentiamo, sotto sotto, i veri Commissari Tecnici (senza prenderne lo stipendio, purtroppo…): cosa che produce all’incirca 50 Milioni di diverse formazioni ogni volta che i nostri “eroi” in maglia azzurra scendono in campo.
Ma torniamo al turismo. Essendo materia appassionante e molto ampia, ogni giorno nascono osservatori che lo analizzano, lo vivisezionano, lo descrivono. Va bene tutto. Ci sta tutto.

Mi chiedo, però, come nascano certe previsioni di natura assolutamente contraria. Qualche giorno fa, per esempio, Il Sole 24 Ore se ne è uscito con un articolo che sprizzava ottimismo da ogni carattere tipografico dal titolo inequivocabile: “Pasqua, verso il tutto esaurito“. Ripeto: ci sta tutto. Anche che, in periodi bui e grigi come questi, ci si possa entusiasmare anche per una crescita dei preventivi (sic !) del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Peccato che una fonte altrettanto autorevole sostenga che ad oggi siamo ancora ai preventivi e dalle conferme di questi ultimi dipenderà il giudizio sul break Pasquale.

E’ importante dare un quadro completo dell’andamento del settore. Soprattutto se consideriamo le ricadute sul Sistema Paese. Qui stiamo parlando di un settore che sta veramente soffrendo. Lavoro in un’Azienda che ha il privilegio di essere il cuore tecnologico di molti Operatori del Turismo: e non si possono non guardare i dati. E i dati sono, ad esempio, che le prenotazioni aeree effettuate presso Agenzie di Viaggio e Tour Operator sono calate, nei primi mesi dell’anno, del 14.5% rispetto al 2008. Che gli hotel, soprattutto quelli delle Città d’Arte, tra le Cash cow del settore turistico nostrano, sono costretti a inventarsi promozioni per mantenere livelli di occupazione sufficienti. Ma spesso a scapito delle tariffe medie giornaliere. Che le Agenzie di Viaggio scontano una riduzione della spesa viaggi dei consumatori e una stretta sempre maggiore sulle commissioni da parte dei provider. Che le Società specializzate in Business Travel (le cosidette Travel management Company) sono penalizzate dai tagli delle spese per viaggi d’affari e incenitve che, in alcune Aziende, arrivano anche al 60/70%.

Dico questo perchè dobbiamo guardare in faccia la realtà: questo è un settore che può (e deve) essere trainante per il nostro Paese. Ma che sta soffrendo, come tanti altri settori, del momento congiunturale negativo. Dare messaggi eccessivamente ottimistici, aggrappandosi a qualche notizia positiva sparsa qua e là, potrebbe far calare ulteriormente l’attenzione già non eccessiva (eufemismo…) che il settore Pubblico dedica al turismo e a chi ci lavora. Questo non vuol dire abbandonare l’ottimismo e la voglia di essere propositivi. Però alla luce di un costante realismo.

Ministero: forse, ma forse …

Negli scorsi giorni è stata data una grande eco all’ennesimo annuncio sulla creazione del Ministero del Turismo. Annuncio che conferma anche, en passant, quello che la vox populi sostiene da sempre: non soltanto l’istituzione del Ministero, ma anche la promozione a Ministro del Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. La notizia ha dato subito il via al consueto contorno di polemiche. Da un lato quelle di natura politica e di rapporti di forza all’interno del Governo. Dall’altro, le considerazioni di chi si occupa di turismo e che manifesta dubbi legati alle competenze specifiche del futuro Ministro e all’opportunità di avere un Ministero senza capacità di reale influenza su una materia delegata alle Regioni. 

Il tema è sicuramente complesso. Io, personalmente, credo che il Ministero del Turismo, anche nella situazione attuale con la delega alle Regioni in materia turistica, debba esistere. Serve per provare a dare una sincronizzazione a politiche troppo spesso completamente scoordinate e per dare un segnale forte sull’importanza di questo settore.
E, sinceramente, non trovo per nulla scandaloso che il Ministro sia Michela Vittoria Brambilla. Il politico, in quanto tale, non deve essere necessariamente un esperto. Deve, invece, riuscire a creare consenso e a convogliare risorse per realizzare concretamente politiche ed azioni che rilancino (in questo caso, sveglino dal coma profondo) il settore di cui sono responsabili. E in questo senso, avere per Ministro una donna dalla forte personalità e che vede in questa responsabilità una opportunità per ulteriori future crescite politiche, mi sembra un vantaggio: sicuramente, più che avere ex di varie tipologie o personalità che sommano varie responsabilità ed hanno poco tempo per il settore. Quello che è essenziale è che si circondino di persone operative di grande esperienza e di assoluta capacità di realizzazione. E su questo qualche dubbio in più rimane, visto lo scollamento che negli ultimi mesi si è spesso verificato tra il Sottosegretario e i suoi “Tecnici”. E tra gli stessi ed alcune tra le maggiori categorie del settore.

Truffato il “papà” di Internet

Capita anche nelle migliori famiglie. E capita anche ai più esperti.
Parliamo di una piccolta truffa commessa su Internet. Truffa che non avrebbe avuto nessuna capacità di assurgere all’onore della cronaca se non fosse per il nome della “vittima”. Non si tratta, infatti, di uno sprovveduto neofita del Web, nè di qualche malcapitato un po’ sempliciotto (o, per dirla in maniera più aulica, naif …). La truffa ha colpito nientepopodimeno che Sir Tim Berners-Lee, ossia colui che è ritenuto il papà del World Wide Web.

Niente di grave, come ammette lui stesso. E, aggiungo io, forse niente di diverso da quello che può capitare quotidianamente anche nel mondo “fisico”. Solamente che quando capita nel mondo “digitale” e, per di più, a una persona famosa, allora la risonanza è più grande. E, in egual misura, aumenta lo scetticismo nei confronti della Rete. Pensate a questo scetticismo trasposto nel mondo dell’acquisto di turismo on-line. In questo caso il “pericolo” che il consumatore corre non è solamente rappresentato dal valore economico della transazione. Il vero rischio è il tempo, il bene più prezioso ai nostri giorni. Non si rischiano Euro (anche quelli…), ma soprattutto i pochi o tanti giorni che si è riusciti a difendere strenuamente per poterli dedicare ad un meritato viaggio.

E’ per questo che servono leggi che proteggano la stragrande maggioranza degli operatori professionali che lavorano nella Rete. E che colpiscano duramente i pochi che la usano, come userebbero transazioni tradizionali, per arricchirsi con scorciatoie non lecite.

I 20 anni del Web e il Vaticano

Avevo già riportato qualche tempo fa la notizia della “benedizione” che Internet aveva ricevuto dal Pontefice che ne auspicava la più ampia diffusione possibile. In questi giorni, Joseph Ratzinger cita ancora il Web: questa volta lo fa nella lettera inviata ai Vescovi di tutto il mondo per spiegare le ragioni della famosa revoca della scomunica ai quattro Vescovi lefebvirani. Revoca che tante polemiche ha sollevato. Nella stessa lettera spiega che in futuro la Santa Sede dovrà prestare più attenzione alle notizie diffuse su Internet: infatti le dichiarazioni negazioniste di Williamson erano circolate sul web già prima della pubblicazione della revoca della scomunica.

Rimango ancora una volta di più favorevolmente sorpreso dalla capacità di un uomo così lontano dal nostro mondo delle tecnologie, sia per età che per “professione”, di sapere cogliere le potenzialità di questo strumento di comunicazione. Strumento, tra l’altro, che ha abbondantemente raggiunto e superato la maggiore età e che compie proprio oggi 20 anni !!! Inutile dire che la speranza è che ci si accorga sempre più di quanto il Web non sia una moda, bensì sia una certezza più che consolidata.

Questione di feeling

Questione di mercati prioritari, questione d’incoming. Forse anche per ritrovare un po’ di feeling con i viaggiatori, la destinazione Italia sceglie di tornare in tv. Dal palcoscenico dell’Itb di Berlino l’Enit annuncia la prima iniziativa di comunicazione istituzionale rivolta al mass market. Dal 1° aprile e per due mesi, spot televisivi di 30 e 60 secondi sui piccoli schermi di cinque Paesi useranno il potente linguaggio della pubblicità  televisiva per attrarre i turisti.
Dieci i milioni investiti dall’Ente guidato da Matteo Marzotto e considerato il modesto budget per il mezzo scelto “si sono privilegiati i mercati prioritari”, ha motivato il presidente. Austria e Svizzera tra gli altri, con Germania in testa: il 50% degli investimenti della campagna va alle reti tv tedesche. E qui mi riallaccio a quanto recentemente scritto da Fabio, perché intanto la Regione Toscana – che domani con Mtv Europa lancia da Berlino il suo spot – investe 17 milioni. Diversamente dall’ENIT, questa maxi campagna va ad abbracciare  soprattutto tanti canali cosiddetti unconventional. Dai 10mila sms che arriveranno sui cellulari di chi si iscrive sul nuovo portale, fino all’avere allestito una redazione per cercare turisti sui social network, oppure pubblicizzarsi attraverso i Google adwords e affidare all’agenzia di stampa ApCom la diffusione a 400 testate nel mondo di notizie sugli eventi della regione.
Dettaglio sportivo: la Toscana ha scelto di legarsi all’immagine della modella Marta Cecchetto, fidanzata da dieci anni dell’attaccante del Bayern Monaco Luca Toni, scelto invece come uomo-immagine da un’altra regione turistica italiana: l’Emilia Romagna. Questione di feeling, si diceva, no?