
Il turismo è materia che appassiona. E lo dice uno che è entrato nel settore solo tre anni fa e ne è rimasto affascinato e completamente conquistato. Però, come tutte le cose che appassionano, si rischia che se ne parli in troppi (e mi ci metto pure io, a scanso di equivoci…). Un po’ come la Nazionale di calcio di cui tutti ci sentiamo, sotto sotto, i veri Commissari Tecnici (senza prenderne lo stipendio, purtroppo…): cosa che produce all’incirca 50 Milioni di diverse formazioni ogni volta che i nostri “eroi” in maglia azzurra scendono in campo.
Ma torniamo al turismo. Essendo materia appassionante e molto ampia, ogni giorno nascono osservatori che lo analizzano, lo vivisezionano, lo descrivono. Va bene tutto. Ci sta tutto.
Mi chiedo, però, come nascano certe previsioni di natura assolutamente contraria. Qualche giorno fa, per esempio, Il Sole 24 Ore se ne è uscito con un articolo che sprizzava ottimismo da ogni carattere tipografico dal titolo inequivocabile: “Pasqua, verso il tutto esaurito“. Ripeto: ci sta tutto. Anche che, in periodi bui e grigi come questi, ci si possa entusiasmare anche per una crescita dei preventivi (sic !) del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Peccato che una fonte altrettanto autorevole sostenga che ad oggi siamo ancora ai preventivi e dalle conferme di questi ultimi dipenderà il giudizio sul break Pasquale.
E’ importante dare un quadro completo dell’andamento del settore. Soprattutto se consideriamo le ricadute sul Sistema Paese. Qui stiamo parlando di un settore che sta veramente soffrendo. Lavoro in un’Azienda che ha il privilegio di essere il cuore tecnologico di molti Operatori del Turismo: e non si possono non guardare i dati. E i dati sono, ad esempio, che le prenotazioni aeree effettuate presso Agenzie di Viaggio e Tour Operator sono calate, nei primi mesi dell’anno, del 14.5% rispetto al 2008. Che gli hotel, soprattutto quelli delle Città d’Arte, tra le Cash cow del settore turistico nostrano, sono costretti a inventarsi promozioni per mantenere livelli di occupazione sufficienti. Ma spesso a scapito delle tariffe medie giornaliere. Che le Agenzie di Viaggio scontano una riduzione della spesa viaggi dei consumatori e una stretta sempre maggiore sulle commissioni da parte dei provider. Che le Società specializzate in Business Travel (le cosidette Travel management Company) sono penalizzate dai tagli delle spese per viaggi d’affari e incenitve che, in alcune Aziende, arrivano anche al 60/70%.
Dico questo perchè dobbiamo guardare in faccia la realtà: questo è un settore che può (e deve) essere trainante per il nostro Paese. Ma che sta soffrendo, come tanti altri settori, del momento congiunturale negativo. Dare messaggi eccessivamente ottimistici, aggrappandosi a qualche notizia positiva sparsa qua e là, potrebbe far calare ulteriormente l’attenzione già non eccessiva (eufemismo…) che il settore Pubblico dedica al turismo e a chi ci lavora. Questo non vuol dire abbandonare l’ottimismo e la voglia di essere propositivi. Però alla luce di un costante realismo.