Sulla strada
C’è una rubrica del settimanale L’Internazionale che trovo sempre gustosa e arguta al punto giusto. Si intitola “Regole, con fare un po’ serio un po’ no detta un rapidissimo vademecum di comportamento a seconda delle occasioni.
L’ultimo numero della rivista è particolarmente ghiotto, perché interamente dedicato al nostro pane: Viaggi!
Quindi, complice il fatto che siamo ormai giunti anche all’agognata estate 2010 (l’estate della crisi??) voglio condividere le Regole proposte questa settimana.
Tema: Autogrill
Prendete nota…
- Per la prima sosta in autogrill devi essere partito da più di dieci minuti.
- Le docce dei bagni lasciale ai camionisti.
- Icaro, Cesare e Ulisse: i panini più buoni sono quelli con i nomi classici.
- Non sgommare nel parcheggio.
- Metti a posto quel carrello: non sei qui a fare la spesa..
A questo punto approfitto dell’occasione per arricchire l’elenco con alcune mie personali riflessioni:
- Evitare di fermarsi esattamente un minuto dopo che 5 autobus granturismo hanno scaricato un’orda di vispi vecchietti giocatori di burraco in trasferta, pronti a gettarsi al banco bar.
- Evitare di comprare tutte le tipologie di salumi tipici in vendita nel Market, onde evitare impennate di kili e di colesterolo…
04-08-2010 1 Commento / lascia il tuo
Noi che andavamo a raccogliere camomilla con la mamma

Qualche sera fa, ritornando dopo una lunga e pesante giornata, sono rimasto colpito da una scena che voglio condividere con voi. La scenografia era una delle peggiori che il più squallido regista cinematografico potrebbe pensare: cintura di Milano, casello autostradale. Cemento, asfalto, cemento, asfalto e, ancora, cemento ed asfalto. Con contorno di auto, camion e tubi di scarico. Bene, in controluce rispetto al rosso del tramonto, sul crinale di un terrapieno appena fuori della sede stradale, le ombre di due vecchietti: uno spingeva la bicicletta, l’altro gli camminava di fianco aiutandosi con un bastone. E chiacchieravano. Pensate che strano: non “twittavano”, non “postavano”. Chiaccheravano, procedendo con quella lentezza che fa venire quasi invidia. La scena era tutta qui. Ma mi ha colpito.
Mi ha fatto riflettere su qualcosa a cui penso spesso. A quanto la bellezza spesso si nasconda nelle cose semplici. Uno dei ricordi più belli che ho del piccolo paese in cui sono cresciuto è rappresentato dai pomeriggi nei quali mia mamma ed io andavamo a raccogliere i fiori di camomilla. Nulla di speciale. Se non fosse che per molti la camomilla nasce nelle buste che troviamo nei supermercati delle nostre città. Invece no. Io ho avuto la fortuna di raccoglierla nei prati. Per me è tante altre cose: il calore dei campi fioriti, lo sguardo di mia mamma, il profumo dell’erba e dei fiori.
Cosa c’entra questo con il turismo ? Forse nulla. Non sto proponendo di organizzare tour ai caselli autostradali per osservare i vecchietti che passeggiano. E neppure di puntare sulla raccolta di camomilla per rilanciare il turismo nelle nostre campagne (nonostante alcune zone abbiano costruito un’offerta turistica sulla vendemmia o sulla raccolta delle mele). Voglio solo sottolineare che sono convinto che la semplicità premi. Spesso pensiamo a come poter arricchire e rendere più ricca l’offerta turistica di un Paese che è già bellissimo così com’è, senza aggiungerci orpelli baroccheggianti. La semplicità non è un limite. Bensì una ricchezza. Le complicazioni le possiamo lasciare a chi “forse capisce la vita” perchè “è più pratico”, nell’accezione Ligabuiana (orribile neologismo che non avrà mai successo…) dell’espressione. A me, personalmente, l’Italia sembra bella così com’è perchè, a parte il titolo di questo Post che sembra quello di un film di Lina Wertmuller, mi piacciono le cose semplici: lo sguardo di un bimbo cresciuto tra le montagne la prima volta che vede la distesa sconfinata del mare, oppure il senso di libertà quando chi è nato vicino al mare si immerge nella natura della montagna. Come si può lavorare perchè la semplicità del nostro Paese diventi una ricchezza ?
Pensavo da qualche tempo a questo concetto. La coincidenza dei due vecchietti, unita ai recentissimi post di Roberta e di Davide sulla cultura “No Logo”, mi hanno spinto a scrivere.
31-07-2010 4 Commenti / lascia il tuo
Oggi ospito un’amica che ha deciso di vivere un’esperienza decisamente fuori dalle rotte professionali classiche e che, grazie alla sua stupenda sede di lavoro (Maldive !!!) ci offre un angolo di visuale originale su alcuni dei problemi che noi vediamo solo da lontano. Grazie Marta!!!
“MALE” TEMPORA CURRUNT
Mentre Obama perde il suo sorriso diplomatico di fronte al disastro della BP, un altro presidente si affaccia da lontano alla ribalta internazionale: Mohamed Nasheed, “Anni” per i tanti elettori che hanno salutato la sua vittoria come la svolta epocale dopo 30 anni di mal celato regime.
Siamo alle Maldive, paradiso turistico, meta sospirata durante i rigidi inverni, cartolina preferita per lune di miele ad alto tasso di romanticismo.
Gli atolli che compongono questo celebre puzzle rappresentano per la maggior parte di noi quella settimana “all inclusive” che abbiamo (o vorremmo avere) la fortuna di poterci permettere durante l’anno. Non ci interroghiamo sul nostro impatto, non riflettiamo sulle caratteristiche particolarissime del vivere qui.
Anni ha strappato un velo. Lo sta facendo con l’entusiasmo di un ex dissidente politico, abituato al carcere e alle pesanti ritorsioni con cui si cercava di mettere a tacere le voci contrarie allo status quo.
Il suo staff sta lavorando bene in termini di PR. Dopo l’acclamatissima riunione “under-water”, iniziano a fioccare interviste eco-mirate sulle principali testate internazionali. Sì, perché il driver del progetto politico di Nasheed è salvare le Maldive da una fine più volte annunciata: l’innalzamento del livello del mare sta già compromettendo la stabilità di molte isole e nel giro di pochi anni diversi nuclei abitati perderanno la propria casa, i propri terreni. La stessa Malé, capitale iper-affollata, sta letteralmente affondando.
E’ lodevole l’intento di rendere le Maldive a 0 emissioni entro i prossimi 10 anni. Lungimirante il progetto di un Fondo per l’acquisto di terreni in Australia dove espatriare i locals eventualmente rimasti senza proprietà.
Eppure, di nuovo, le rivoluzioni nascono dal basso. E i messaggi strombazzati con successo a vantaggio di titoli giornalistici non hanno ripercussioni altrettanto forti nella vita reale.
Non esiste raccolta differenziata alle Maldive. Le isole più grandi hanno spesso inceneritori, ma la maggior parte dei rifiuti (il 100% di quelli organici) viene gettata in mare aperto. E i detriti tornano con le maree… La plastica andrebbe bandita. Perché non accade? Perché i dazi doganali sono una delle principali fonti di introito.
Contraddizioni macroscopiche di un paese che dovrebbe proteggere il proprio eco-sistema più di altri, perché rappresenta l’unica fonte di sostentamento nazionale.
Voglio dare fiducia a questo giovane presidente dal passato coraggioso, ma la macchina politica sembra davvero ovunque un po’ la stessa cosa: tritacarne per utopie intelligenti. Speriamo di sbagliare, almeno alle Maldive.
17-06-2010 Non ci sono ancora commenti / lascia il tuo
In spiaggia con la cartella
Sui quotidiani di oggi è stato dato risalto alla disponibilità del Minsitro Gelmini a considerare la proposta di legge dell’Onorevole Costa di spostare al 30 Settembre la ripresa dell’anno scolsatico.
A detta dell’Onorevole, questa manovra favorirebbe il Turismo, in particolare quello balneare. E il Ministro Gelmini si dice “molto aperta” a considerare questa opzione perchè “Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze“.
Ora, mi vengono spontanee alcune considerazioni:
- in questo Paese tutti si preoccupano di Turismo, salvo poi constatare che rimane uno dei settori economici per i quali mancano cronicamente piani strutturati e fondi di supporto. Mi sembrava di aver intuito che il Ministro Gelmini si occupasse del Ministero Istruzione, Università e Ricerca e non mi pare che il turismo rientri tra le sue deleghe.
- Il Ministro Brambilla sta, da tempo, insistendo sulla necessità di destagionalizzare il Turismo. E giustamente. La destagionalizzazione è una delle strategie necessarie per rilanciare il settore e per garantire maggiore competitività al turismo Italiano. Senza considerare l’evidente beneficio in termini occupazionali. Non mi sembra che la proposta di ritornare ai tre mesi di vacanze scolastiche risponda esattamente a questa necessità. Al di là di un piacevole Amarcord di quando avevamo i pantaloncini corti, la proposta va esattamente in senso opposto a ciò di cui abbiamo bisogno.
- Infatti quello che bisognerebbe fare è esattamente il contrario. Ovvero distribuire alcuni giorni di vacanza durante l’arco dell’anno scolastico, per incentivare il turismo invernale e “primaverile”, come avviene in tanti Paesi europei. Ecco alcuni esempi: Francia, Germania e Inghilterra.
- Da ultimo: ma siamo veramente sicuri che sarebbe l’Italia a beneficiare di questo ipotetico Settembre dedicato ad ulteriore mese di vacanza ? O non saranno le varie destinazioni economiche del Mar Rosso, per esempio, che garantiscono temperature ancora miti e vacanze tutto compreso ?
24-05-2010 5 Commenti / lascia il tuo
I believe I can fly
19-05-2010 1 Commento / lascia il tuo
Fratello, dove sei?
Location-based: questo il termine magico che sembra etichettare le più recenti aggiunte nel mondo dei social networks.
Nel giro di pochi giorni, sia Facebook sia Twitter hanno annunciato l’arricchimento dei propri programmi, orientandosi decisamente nella direzione di siti come Gowalla.
Insomma, non è più sufficiente sapere/condividere COSA stiamo facendo. Adesso l’importante è capire DOVE.
In termini di business, si tratta di feature altamente strategiche. Il già citato Gowalla, oppure l’altrettanto conosciuto Foursquare, incoraggiano gli utenti registrati a fare “check in” in selezionati luoghi pubblici. Il tutto attraverso smartphone o laptop.
Una volta aggiornata la propria location, tutti gli amici del proprio network saranno automaticamente avvisati degli spostamenti.
Facebook ha capito la portata business del concetto di “luogo” applicato o riferito a una pagina specifica. Proviamo a immaginare la fan page di un albergo, che si arricchisce di commenti, rimandi, citazioni.
Il 21 aprile, giorno della conferenza stampa annuale di Facebook, sarà probabilmente il momento della verità. Per il momento si è molto speculato sull’annuncio di questi nuovi strumenti, ma vere conferme non ne arrivano.
Da un lato, lo ammetto, sempre più sento addosso l’occhio di un Grande Fratello indagatore d’altra parte, tuttavia, è pur vero che i comandi sono ancora in mano nostra, del singolo utente che può stabilire se e quanto condividere online.
Oppure no?
19-04-2010 2 Commenti / lascia il tuo
Ho vinto le elezioni nel Paese con il Campionato più bello del mondo
Questo Post non ha nulla a che vedere con i temi abituali di questo Blog: tecnologie, Internet, Turismo. Fa parte della Categoria Divagazioni dove, di volta in volta, sfogo considerazioni off the record. Però, a ben guardare, forse ha anche qualcosa a che fare con lo stato in cui versa l’industria turistica del nostro Paese.
Qui voglio riepilogare alcune delle reazioni dei nostri maggiori esponenti politici (in rigoroso ordine alfabetico, non sia mai che la Par Condicio si estenda anche ai Blog…) dopo l’esito delle elezioni Regionali dello scorso week-end:
Berlusconi interpreta la vittoria alle Regionali come uno stimolo a far partire la stagione delle Riforme Costituzionali.
Bersani acclama all’inversione di tendenza.
Bossi celebra lo “tsunami verde” e reclama il ruolo di arbitro della scena politica italiana.
Di Pietro è felice perchè il suo partito registra un aumento del consenso degli Italiani.
Grillo si gode l’esordio vincente.
Insomma, se un alieno venisse paracadutato sul nostro Pianeta oggi, non capirebbe molto di quello che è successo lo scorso fine settimana. Così come non capirebbe perchè al Paese che ha il Campionato di calcio più bello del mondo sia rimasta solamente l’Inter a tenere alta la bandiera dell’italico calcio in Europa. Così come non capirebbe perchè il Paese che vanta il 70% del patrimonio artistico mondiale non sia al primo posto assoluto nei flussi turistici mondiali.
Forse, però, capirebbe che il problema dell’Italia è la mentalità. Una mentalità perdente. Una mentalità che, negando l’evidenza e la realtà, non fa nulla per migliorarsi e per progredire. Che non fa nulla, turisticamente parlando, per rilanciare un Paese che forse non ha il 70% del patrimonio culturale italiano (anche perchè manca chi certifichi e quantifichi tali patrimoni…), ma che sicuramente rappresenta uno dei territori a più alta vocazione turistica a livello mondiale. Ma che, nel frattempo, continua a far registrare dati preoccupanti. E, in Economia, i dati valgono qualcosina in più delle autocelebrazioni…
01-04-2010 5 Commenti / lascia il tuo
Rai per una notte: Internet ha girato pagina ?
Ieri sera forse abbiamo assistito ad una piccola svolta epocale. Ieri sera Internet è diventato “ufficialmente” un media se non alternativo, almeno complementare alla televisione. Lo è da tanto tempo. Ma forse proprio ieri si è presentato come tale ad un pubblico più vasto.
Non voglio entrare in un discorso politico: siamo finalmente a poche ore dal sospirato “silenzio elettorale“, non siamo su un Blog che fa politica e non è questo il punto che voglio sottolineare.
Quello che è importante, è evidenziare che Internet, in questa vicenda di interpretazioni dibattute della “par condicio”, ha offerto al pubblico e, soprattutto, all’informazione, il sostituto naturale alla eccessiva e strabordante televisione per dibattere e confrontarsi. Non solo con Raiperunanotte, ma ancora prima con Mentana Condicio e con tanti dibattiti nati ed esplosi sulla Rete. Sui Blog, su Twitter (con rimbalzi da ogni parte del mondo), su Facebook. Una comunicazione non più ad una via, ma a vie multiple, in cui l’utente non è più passivo, ma diventa a sua volta attore protagonista dell’informazione, commentando ed amplificandola.
E’ questa, in unltima analisi, la forza della Rete e dei Social Network.
26-03-2010 2 Commenti / lascia il tuo
iPad: niente sarà più come prima ?
Diavolo di Steve !!!
Ogni volta che lancia qualcosa, diventa un evento. Come all’uscita dell’iPhone (di cui avevo scritto anche qui), cresce giorno per giorno l’attesa per il nuovo oggetto del desiderio tecnologico dei fan di Apple: l’iPad. E mentre ci si avvicina alla data di rilascio (negli USA, purtroppo, per il momento…), si rincorrono Apps disponibili (Apple ne annunica 150.000 già disponibili e il numero è in continuo aumento), commenti, novità. In Rete si trova di tutto: anche il Blogger Venezuelano che stima i pre-ordini del nuovo gioiellino con la mela: numeri che stanno sbriciolando i record del primo lancio dell’iPhone. Cito, da ultimo, il Post pubblicato pochi minuti fa da Luca De Biase su 15 progetti di Magazine su iPad.
Ma l’attesa cresce non solamente reale. Nel mondo “analogico” mi sono ritrovato ad avere conversazioni sull’argomento con vari amici negli ultimi giorni.
Si parte dall’idea di Davide, che ha proposto alla scuola di suo figlio di ordinare degli iPad al posto dei “vetusti” PC da utilizzare in classe: immaginatevi che bello studiare geografia navigando con il touch sulle mappe invece di imparare a memoria gli affluenti di sinistra del Tagliamento … (che, comunque, trovate qui nel caso siate curiosi).
E poi le idee molto più “comuni” di Alberto sulle possibili evoluzioni dell’editoria on-line, argomento sul quale sono stati scritti fiumi di pixel. Argomento sicuramente interessante, al punto che Amazon ha rivelato di avere in programma il rilascio gratuito di Kindle per iPad (io dico subito che non sarò tra gli estimatori di queste funzionalità: su questo punto sono retrogado e mi piace troppo il fruscio delle pagine e il “profumo” dei libri).
E le chiacchere con i colleghi su come l’iPad potrà cambiare alcune tradizioni del mondo del turismo. Una per tutte: il catalogo !!! Croce (per i costi) e delizia (per rappresentatività e un po’, dico io, anche per abitudine) dei Tour Operator. In un mondo che cambia quotidianamente, pensate a quanto sarebbe più funzionale pubblicare cataloghi che si aggiornano dinamicamente e che possono essere “sfogliati” in digitale, integrando funzionalità multimediali che la carta non offre (per questo non considero cataloghi digitali le trasposizioni, in varia forma, dei cataloghi sui siti web…). Cataloghi che l’Agente di Viaggio potrebbe tranquillamente sfogliare su un luccicante iPad con i propri Clienti: in Agenzia, ma anche a casa loro. E con costi di distribuzione assenti. Questo è uno dei mille esempi di impiego nell’indstria turistica. Sarà la volta buona per provare a fare qualcosa di nuovo ?!?
24-03-2010 4 Commenti / lascia il tuo
Auto(im)mobili
Nel mio girovagare per la Rete mi sono imbattuto in urn post piuttosto piccante.
Spassoso forse per uno straniero col dente avvelenato per il nostro paese, meno per un italiano.
Christopher Elliott della celebre rivista National Geographic Traveler vanta un blog seguitissimo, in cui dispensa consigli di viaggio e raccoglie esperienze o novità. Pare che la maggior parte delle lamentele inviategli da amici e lettori riguardi le multe e il traffico. In Italia.
Vi invito alla lettura del post originale naturalmente, ma qui si può aprire una parentesi gigantesca, che vede tra le vittime inferocite non solo ignari turisti stranieri, ma soprattutto cittadini spesso vessati a sproposito.
È notizia di cronaca quasi quotidiana: molti gli automobilisti organizzati per controbattere ai soprusi comunali. Non è un segreto per nessuno ormai che le operazioni di rastrellamento siano un abile stratagemma per fare cassa.
Ma andiamo oltre! Facciamolo diventare anche veicolo di pessima pubblicità oltre i confini nazionali! Così l’immagine dei furbetti del quartierino ci resterà appiccicata addosso ancora un po’.
Forse alla fine ci siamo affezionati..?
18-03-2010 2 Commenti / lascia il tuo



